Città Di Carovigno


Geografia fisica

Carovigno (Carvigni in dialetto) sorge a 161 m, a circa 7 km dal Mare Adriatico, nella parte settentrionale della Penisola Salentina. Il capoluogo della provincia, Brindisi, è distante circa 30 km. I comuni più vicini sono Ostuni (circa 5 km a NW),San Vito dei Normanni (circa 6 km a SE), e San Michele Salentino (circa 10 km a Sud).

Storia

Fu distrutta e sottomessa definitivamente dai Tarentini nel 473 a.C. che crearono sul suo litorale un piccolo porto. La stessaBrindisi, di cui condivise le sorti, fu, temporaneamente, sottomessa e la sua sfera di influenza ridotta alla sola cinta muraria. L’egemonia di Taranto durò dal 473 al 400 a.C., comprendendo tutta l’area jonico adriatica e la Calabria le cui polisdovevano fornire reparti di fanteria all’esercito tarantino. La stessa moneta urbica federale forse coniata a Carovigno al tempo della guerra italica recante la legenda CARB-BRUN (Carovigno-Brindisi), attesta che la città aveva un ruolo subalterno rispetto a Brindisi e l’effigie di Taras, figlio di Nettuno ribadisce la sottomissione a Taranto. Durante la guerra fra Taranto e Roma, Brindisi e il porto di Carvinia, fungono da riva d’approdo delle truppe di Pirro, giunto in aiuto della potente città ionica. Dopo alcune vittorie, i tarantini dovettero arrendersi alla superiore organizzazione militare romana e finirono nella sfera d’influenza dell’Urbe. Durante la Seconda guerra punica, Taranto passò dalla parte di Annibale, fomentando la rivolta in tutta quella che era stata la Magna Grecia, ma questo non servì a cambiare le sorti del conflitto.Quanto rimane delle antiche mura e dell’acropoli e il materiale archeologico, abbondantissimo, rinvenuto nel suo territorio attestano l’origine messapica di Carovigno. Sul nome della città esistono varie ipotesi; una lo fa derivare dal greco Karpene(poi lat. Carbina, e il medievale Carvineo) che significa “frugifera” e che trova riscontro nella fertilità della sua terra e nell’antico culto che la popolazione tributava a Cerere; un’altra dal messapico Karp che indicherebbe la collina sulla quale fu eretta la città fortificata.

Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la villetta di contadini oggi nota come Carovigno venne incorporata nei territori di Ostuni: Bizantini e Goti se ne contesero alternativamente il possesso, così come, in epoca più recente, iNormanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e poi i Veneziani, gli Spagnoli, gli Austriaci e i Borboni. I segni del feudalesimo sono rappresentati sia dal Castello costruito nel sec. XV dagli Orsini-Del Balzo a difesa dalle incursioni dei Turchi e dalle scorrerie dei pirati, sia dai resti delle mura innestate sulla più antica muraglia messapica. Molti sono i feudatari che hanno preso possesso del territorio di Carovigno molti anche senza risiedervi: da Adamo Trambay, dispotico e crudele, a Carlo de Carvigna, dagli Orsini ai Loffredo ai Caputo, Serra, Costaguti, dai Granafei agli Imperiali e ai Dentice de Frasso.

Nel 1817 era viva e presente in Carovigno una “vendita” carbonara, che teneva le sue adunanze segrete nei locali offerti all’uopo da Francesco Trisolini. Una menzione a parte merita Salvatore Morelli, perseguitato dal 1849 fino ai compimento dell’unità d’Italia, perché nemico acerrimo del regime borbonico cui dette battaglia con l’azione e con gli scritti che apparivano su Il Dittatore, il periodico da lui diretto.

Monumenti e luoghi di interesse

Edifici religiosi

  • La Parrocchiale, dedicata all’Assunta, rifatta nel 1837, conserva della costruzione cinquecentesca una rosa sul fianco destro e l’abside della navata sinistra. Particolare l’abside interna scavata da dieci nicchie su due ordini. Sull’altare maggiore Ultima Cena, tela solimenesca (XVIII secolo).
  • La chiesa di Sant’Angelo (sec. XV).
  • La chiesa del Carmine, attigua al palazzo di città. All’interno sono custoditi affreschi risalenti al sec. XVIII rappresentanti l’Ultima Cena e Sant’Elia nel deserto, nonché un San Lorenzo tra i martiri Leonardo e Stefano, olio su tela del sec. XVIII.
  • La chiesa di Sant’Anna, edificata dalla famiglia Imperiali (secc. XVII-XVIII) nei pressi del castello, con funzione di cappella privata dei feudatari (profondamente rinnovata in stile neoromanico).
  • A 4 km ad Est dal paese si trova il Santuario della Madonna del Belvedere, ricostruito nel 1875 sul posto di un monastero basiliano, di cui resta una cripta in cui vi si accede scendendo 47 scalini. Il ciborio conserva la data del 1501, la firma di un Giovanni Lombardo di Ostuni e il nome del committente: Pirro de Loffredo. Su un altare laterale vi è l’affresco (molto antico, ma più volte ridipinto) con il dolce volto della Madonna, molto venerato dal popolo nella settimana successiva alla Pasqua, e altri affreschi tardo-bizantini.

Edifici civili

  • Mura megalitiche, si tratta di importanti avanzi delle mura messapiche (VI-IV secolo a.C:) realizzate a massi rozzamente squadrati, che si vedono a N e a O del paese.
  • Il nucleo medievale (la Terra) presenta interesse per la caratteristica urbanistica, con alcuni tratti della cinta aragonese (secoli XV-XVI): in essa si aprono la Porta Brindisi, la Porta Nuova e l’Arco del Prete.
  • Il Castello Dentice di Frasso, costruito nel sec. XIV-XV restaurato nel 1906. Una residenza fortificata esisteva già dal secolo XIII, poiché i documenti indicano Carovigno come sede dei Conti di Lecce e di Ostuni, il normanno Goffredo III di Montescaglioso e lo svevo Roberto di Biccari[senza fonte]. Ha l’impianto triangolare con torrioni ai vertici (caratteristico quello settentrionale a mandorla, raro nell’architettura militare italiana, per cui si è pensato all’intervento di Francesco di Giorgio Martini). L’ultimo restauro e ampliamento risale all’inizio del ‘900 per desiderio del proprietario, il conte Dentice di Frasso.
  • Il Castello di Serranova è nei pressi della borgata di Serranova. Edificato nel 1629 dal nobile genovese Ottavio Serra. Adiacente al castello sorge la cappella omonima del XVII secolo. Nella cappella è custodito il Crocifisso di Serranova che il 3 maggio di ogni anno viene portato in processione per scongiurare eventi calamitosi o siccitosi.
  • La Torre Santa Sabina, del XVI secolo (una precedente risaliva al XIII secolo)[senza fonte], ha forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, con coronamento merlato: costruzione di difesa eretta sulla riva del mare agli inizi del XVI secolo sul luogo di un villaggio e porto di antica tradizione storica. Posta lungo il corso della antica via romana «Traiana», sede della stazione postale che prese il nome di ad Speluncas, proprio per le numerose grotte che si trovano in questo luogo.
  • Torre Guaceto, torre di avvistamento antisaracena del XVI secolo.

 

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